sabato 12 aprile 2008

Venerdì 11 Aprile "BEFeD" Birreria-Polleria con I colleghi di Enza

Il reparto Terna "Controlli e Collaudi" ha organizzato una serata in birreria insieme a mogli mariti e figli. Non si poteva mancare ..... tre tavoli:donne uomini e giovani!
Ambiente molto informale: principalmente giovani ma anche meno giovani!
Menu quasi fisso: Arachidi a volontà da prendere a manate all'ingresso in un grosso pentolone e consumarle sul tavolo, riversare le bucce per terra o tirarle sui tavoili degli altri! poi pollo alla brace (buonissimo) con patate e fiumi di birra bionda o rossa.
..... niente posate .... si mangia con le mani e.... tempo di permanenza definito : non più di due ore.

Serata allegra e divertente; poi caffè nel bar vicino e ricerca disperata di un gelato nel centro di settimo, ma invano ... era tutto chiuso, quindi si torna a casa per mezzanotte.
Recensione:
Alle porte di Torino, silenziosamente sorvegliata, a sud-ovest, dalla Basilica di Superga,e con un occhio puntato sulla Mole Antonelliana, simbolo del capoluogo, la città di Settimo Torinese, fino a qualche anno fa appendice della Torino industriale, rivela, oggi, un prezioso scrigno di piacevoli sorprese ai suoi visitatori. Nella parte bassa del paese, lambita dalle acque periferiche del Po, all'interno di una suggestiva costruzione ottocentesca, che un tempo ospitava il mulino cittadino, sorge ora l'Ecomuseo del Freidano.
Si tratta di un polo culturale assai interessante, in cui domina il tema dell’acqua, motore dei vecchi mestieri – le lavandaie, i pescatori di gamberi di fiume – e fonte di energia per le attività produttive della città, come le fornaci o la proto-industria della lavorazione dell’osso, da cui si ricavavano dalle penne ai bottoni.Una sapiente miscela di cose antiche e tecniche multimediali permette al pubblico di ogni età di vedere qualcosa di piacevolmente istruttivo, mai noioso, grazie anche alle possibilità interattive che vengono offerte, come la cabina di regia ed il simulatore delle ruote del mulino ad acqua.Proprio all’interno di questa corte, nei vecchi depositi delle macine, in passato trasformate in gallettificio, fabbrica di biscotti, sorge ora il BEFeD di Settimo: le gallette hanno lasciato il posto ai galletti.
L'idea e l'esperienza.
L'idea BEFeD nasce nel 1996 da quattro imprenditori con una lunga esperienza nella gestione di pubblici esercizi operanti nella ristorazione e nell'intrattenimento.Insieme essi danno vita a Paradyse, società finalizzata allo sviluppo di un nuovo progetto che, dalle iniziali dei loro nomi (Bruno, Elio, Franco e Daniele), viene battezzato BEFeD Brew Pub.
Il concept.
Il concept BEFeD unisce assieme alcuni elementi che si dimostreranno poi essere i cardini del successo della formula:
una birra artigianale di ottima qualità e di facile digeribilità (prodotta in loco secondo le proprie ricette esclusive)
un menù ristretto focalizzato sul galletto alla brace cucinato con il sistema cirasco (frutto di una esperienza diretta di cucina brasiliana)
un atmosfera allegra e poco convenzionale
La birra.
Il locale contiene una vera e propria birreria, la cui area di produzione, fortemente caratterizzata, è ben visibile dalla sala da pranzo.
Di norma sono proposti tre tipi di birra:
bionda lager, fresca e leggera rossa bock doppio malto
una birra speciale del mese la birra viene servita nei tipici boccali o in caraffe da due litri.

venerdì 11 aprile 2008

Giovedì 10 Aprile - Mostra "Canaletto e Bellotto" a Palazzo Bricherasio


Siamo andati io Enza e Ida; la visita era guidata ed organizzata dal circolo ricreativo San Paolo.

I quadri dei due artisti messi quasi sempre a confronto e commentati egregiamente dalla giovane guida che ci ha accompagnati mi hanno affascinato e tutt'altro che annoiato.

Recensione:

Canaletto e Bellotto - L'arte della Veduta
Per la prima volta a confronto le opere di Antonio Canal, detto il Canaletto e del nipote e allievo Bernardo Bellotto nelle sale di Palazzo Bricherasio.
Grazie a prestiti provenienti da tutto il mondo, alla curatela di Bożena Anna Kowalczyk, uno dei massimi esperti del vedutismo veneziano, e alla felice intuizione della Fondazione CRT- senza il cui determinante sostegno la mostra non sarebbe stata realizzata - l'esposizione che apre il 14 marzo nelle sale di Palazzo Bricherasio si preannuncia già da ora come una delle più importanti della stagione espositiva italiana.
"Un progetto straordinario" - spiega Alberto Alessio, presidente della Fondazione Palazzo Bricherasio - "che si è potuto realizzare solo dopo averne parlato con il Professor Comba, presidente della Fondazione CRT; è solo grazie al loro intervento che il pubblico potrà ammirare i maggiori capolavori dei due più importanti vedutisti veneziani."
La rassegna è dedicata al rapporto artistico tra i due grandi Maestri, uno dei problemi più affascinanti della storia dell'arte del Settecento. Per la prima volta, le opere di Canaletto e Bellotto saranno esposte le une a fianco delle altre, consentendo un immediato confronto fra stili, tecniche e composizione.
La sezione introduttiva è concepita per mostrare quei dipinti di Canaletto che hanno costituito una pietra miliare nell'apprendistato di Bellotto, quali due importanti vedute di Venezia provenienti dalle collezioni reali inglesi, mentre un gruppo di vedute veneziane eseguite dall'Allievo nelle prime fasi della sua carriera rappresenterà lo sviluppo dello stile e delle acquisizioni tecniche del pittore più giovane a Venezia. La maggior parte di questi dipinti è stata tradizionalmente attribuita a Canaletto, mentre solo di recente sono stati riconosciuti come opera di Bellotto.Le tele, che provengono da collezioni europee e americane pubbliche e private, saranno esposte per la prima volta insieme, offrendo un'opportunità eccezionale per studiosi e visitatori. In molti casi sarà possibile confrontare direttamente composizioni simili di Canaletto e Bellotto e apprezzare il talento precoce e l'importanza del ruolo dell'allievo nello studio di Canaletto, messo in particolare evidenza dai disegni preparatori.
La serie di vedute romane, opera del Maestro e dell'Allievo, costituisce una sezione importante della mostra, poiché fa risalire l'inizio dell'indipendenza di Bellotto al suo viaggio a Roma nel 1742. Le belle vedute di Firenze e Lucca mostrano il raggiungimento di uno stile proprio, di una tecnica e di una composizione peculiari. Una delle maggiori ambizioni del Bellotto è quella di dipingere composizioni panoramiche. Queste aspirazioni furono realizzate per la prima volta nel 1745, con la commissione di due splendide vedute di Torino da parte di Carlo Emanuele III (1701-1773), Duca di Savoia e Re di Sardegna; in mostra sarà presente la Veduta del vecchio ponte sul Po a Torino concessa dalla Galleria Sabauda di Torino. Una serie di dipinti eseguiti nel 1744, immediatamente prima di raggiungere Torino - le vedute di Milano, Gazzada e Vaprio - illustrano il progresso graduale e significativo nell'espressioni artistica del Bellotto.
Nel 1746 Canaletto parte per Londra e l'anno successivo Bellotto raggiunge la corte di Dresda. Nel corso dei dieci anni di soggiorno in Inghilterra, Canaletto enfatizza la propria visione raffinata e poetica, sempre più squisitamente decorativa e rococò, mentre Bellotto, in qualità di pittore di corte a Dresda, Vienna, Monaco e Varsavia, esprime appieno la propria tendenza caratteristica verso il realismo e l'interesse per la natura e il paesaggio. Per la mostra è stata selezionata una serie delle opere più significative della maturità dei due artisti.
Le origini comuni della pittura vedutista di Canaletto e Bellotto saranno enfatizzate, oltre che dalle diverse interpretazioni degli stessi temi, dalle composizioni panoramiche, dai paesaggi, dalle figure e dall'approccio ai capricci. Proprio a quest'ultimo genere sarà dedicata un'intrigante sezione della mostra, che evidenzierà la profonda relazione tra le composizioni dei due artisti in periodi diversi delle rispettive carriere.
La selezione di cinquanta disegni provenienti da collezioni pubbliche europee e americane - molti dei quali legati ai dipinti della mostra - illustreranno i procedimenti utilizzati nello studio di Canaletto, dagli schizzi della prima idea, agli studi delle composizioni o dei dettagli fino alla creazione della vedute finite. La serie completa di acqueforti di Canaletto e otto piccole prove di Bellotto cocludono la sezione grafica della mostra.
Il percorso espositivo, infine, sarà completato da una sala allestita con "vedute ottiche", "mondi niovi" e "camere oscure" appartenenti alle Collezioni del Museo Nazionale del Cinema di Torino.

giovedì 10 aprile 2008

Mercoledì 9 Aprile - "parlami di me" con Christian de Sica al Teatro Alfieri


Altra bella serata di teatro con Ida ed Enza; Christian è bravissimo canta, recita ed è accompagnato da un corpo di ballo ed un'orchestra con una ventina di elementi.

Racconta la sua storia, il suo essere figlio di Vittorio a cui dedica molte canzoni, e la faticosa ma gratificante (specie nei ricordi) vita dell'artista, sia di quello che riesce a sfondare che degli altri.

Ecco la recensione:
Non è un one man show, anche se il protagonista si cimenta con tutti i generi dello spettacolo dal vivo, e nemmeno lo stand up di un mattatore in vena di ricordi, ma un musical vero e proprio che, attraverso l'esperienza e i gusti di questo particolarissimo figlio d'arte, parla del teatro e degli attori, con affettuosa ironia e convinta partecipazione. De Sica - talvolta con il supporto di grandi proiezioni evocative - racconta la sua vita, gli inizi, i grandi maestri a cui si è riferito, a cominciare da suo padre, ma parla anche della responsabilità di portare cotanto nome, del suo amore per la musica, della sua predilezione per il jazz, lo swing, rende omaggio ai grandi miti della scena canora americana e si cimenta alla sua maniera con grandi classici del teatro come Goldoni e Shakespeare. In parallelo - anche attraverso l'uso degli interpreti nelle coreografie - corre la storia minima della improbabile compagnia che lo affianca, rappresentando tutti i vezzi, i vizi, le ambizioni, la tenacia e la passione dei teatranti.

domenica 30 marzo 2008

Sabato 29 Marzo - Ho ripreso la Mountan Bike

Solita settimana con tante cose da fare ed altrettanti problemi, ... ieri sera a cena con i genitori di amici di Marcella, stamattina ho prenotato la settimana di vacanze estiuve in tunisia, poi abbiamo accompagnato Marcella a pattinare l'abbiamo rivista sul ghiaccio dopo almeno 2 settimane e ... Enza è andata da Laura .... ho deciso di riprendere la mia bici; così con la pompa ho gonfiato le ruote non più usate da almeno 3 anni, ho cercato e trovato un pantalone imbottito, una t-sher, scarpe da ginnastica ed il win stopper per il vento e ... vai !
Ho percorso in piano 22,5 Km, molto lentamente mai sopra i 23 km/h, sono stato 1h e 1/2 . Che bello sono stanco ma felice di aver ripreso la mia bici e spero di continuare ad usarla.

lunedì 24 marzo 2008

Domenica 23 Marzo - Pasqua in Valle Stretta


Lasciata l'auto al confine con la Francia, dove fino a qualche anno fa c'era la frontiera, ci siamo incamminati (con tanti bob al seguito) verso la Valle Stretta; eravamo in 13: oltre me, Enza e Marcella, Lucia, Giuseppe e Marco, Danilo, Cinzia, Federico e Gabriele, Piero, Marilena e Giulia. Piero, Marilena e Giulia non li conoscevamo, ma si sono rivelati sompaticissimi.
Dopo 1 h e 10 min siamo arrivati al rifugio Re Magi dove Lucia aveva prenotato pranzo ed affamati abbiamo mangiato un antipasto (ottimo l'involtivo in sfoglia di prugna e lardo), la polenta concia e la torta di mirtilli, innaffiati con vino della casa e caffè e grappa e zuccherini alcooolici. Dopo pranzo abbiamo preso un po' di sole e poi... abbiamo iniziato la discesa a valle. ..... e qui viene il bello !!! .......... dove era possibile si andava sul bob e si scivolava in mezzo alla neve con variazioni per gli audaci più o meno ripide.
Siamo arrivati a valle tutti, chi prima chi poi, bagnati ma felici della "Bob Experience" sia per me che per Enza e Marcella.
Prima di tornare a Torino Cinzia e Danilo ci han detto di passare a Savoulx (casa loro !) dove abbiamo trascorso ancora qualche ora ... a tavola con tutto il diponibile della sua dispensa: bunet, panna cotta, biscotti, te, succhi, succo di mirtillo e vino e anche un po' di salato.
Di ritorno a To alle 20 ... stanchi ma contenti di aver trascorso una bella giornata con una bella compagnia di amici.

mercoledì 12 marzo 2008

Mercoledì 12 Marzo - un po' di sociale per sapere quanto siamo fortunati!




Oggi è stato invitato al Palatazzoli il gruppo Aliante (erano 13 persone down) per vedere un po' di pattinaggio su ghiaccio.
Ho conosciuto Gino alla finale di GranPrix, anche lui era volontario, ed ho saputo che faceva opera di volontariato con il CEPIM; quindi mi sono messo d'accordo con lui e Paolo Pissia (presidente dell'associazione) ed oggi insieme alla Pat e alla Fisg CR Piemonte abbiamo organizzato questo incontro. L'occasione era finalizzata a far vedere loro i ragazzi dell'artistico allenarsi sil ghiaccio e Marcella sarebbe stata presente per essere intervistata.
Marcella è uscita da scuola alle 16,10 e si è precipitata al Tazzoli con Enza, io sono uscito prima ed ero già li alle 16,15. C'erano anche Paola R, Gianpiero, Manuela P.. Alle 16,30 è arrivata Marcella, è venuta da noi ed i ragazzi dopo averla salutata hanno iniziato a farle alcune domande alle quali Marcella ha risposto e loro hanno preso appunti sui quaderni che avevano portato.
Hanno fatto alcune foto e registrato le risposte di Marcella sul registratore.
E' stata una bellissima esperienza per Marcella e per tutti noi; come in questi casi abbiamo dato poco e ricevuto molto.

mercoledì 5 marzo 2008

Martedì 4 Marzo "GREASE" al Teatro Alfieri



Da qualche giorno vedevo i cartelloni pubblicitari del Musicol "Grease" di fronte al parcheggio dell'auto quando andavo al lavoro.


Ieri sera sono tornato a casa ed era tutto tranquillo, Marcella oggi non sarebbe andata a scuola e quindi ho proposto di andare a vedere lo spettacolo all'Alfieri.


Mi è piaciuto molto, forse è la seconda volta nella mia vita che vado all'Alfieri, ma non è piaciuto solo a me .. anche Enza e soprattutto Marcella era entusiasta, ... per una volta era dalla parte del pubblico ma sono sicuro che nessuno meglio di lei poteva capire le sensazioni dei giovani attori che ballavano e cantavano con gioia sul palcoscenico.

Bella serata !!!! (30x3)

Questo il commento di un critico:

Sono tutti ragazzi dai 20 ai 25 anni che, si vede, si divertono lavorando e trasmettono la loro passione per quello che fanno al pubblico in sala.
Le scene di Gabriele Moreschi sono una gioia per gli occhi: il palcoscenico è invaso da un collage di immagini ispirate agli Anni Cinquanta, e al centro, si nota il nuovo logo dello spettacolo.
Il nuovo cast è effervescente e giovane (l’età media è di appena 24 anni!, n.d.r.), ma soprattutto tutti quanti formano un gruppo compatto e a cui piace ciò che stanno facendo, e questo aspetto permette a tutti loro di mostrare fino in fondo il loro talento. Non ci sono nomi importanti in questo cast e non mi sembra il caso di parlare delle qualità dell’uno piuttosto che dell’altra, perché sono tutti bravi! E forse il sottoscritto ha visto già troppe edizioni di questo spettacolo e paragoni di qualsiasi genere risulterebbero poco azzeccati e fuori luogo… Non si può fare a meno di notare, però, che la scelta di puntare su un cast giovane e poco noto da qualche tempo risulta una carta vincente per la Compagnia della Rancia.
Infine, la regia di Federico Bellone, giovane collaboratore di Saverio Marconi in numerose produzioni targate Rancia, si rivela fresca e curata, attenta al gruppo. E soprattutto, lo spettacolo risulta animato dalla passione per la musica, le tendenze, i sogni di quegli anni favolosi, che sono gli ingredienti fondamentali del successo di “Grease”!